sabato 9 agosto 2008
venerdì 8 agosto 2008
PUBBLICATO SUL SETTIMANALE “INTERNAZIONALE” UNO STRAORDINARIO SERVIZIO GIORNALISTICO SULLA VITA POLITICA DI DOMENICO SAVIO E SU STORIA DEL P.C.I.M-L.
Ancora un importante successo mediatico nazionale per il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista. Il prestigioso settimanale ha dedicato ben tre pagine al PCIML e al suo Segretario generale Domenico Savio, che, tra l’altro, viene definito: “Uno che ci crede. I suoi occhi acquosi, sempre sul punto di lacrimare, esprimono inconsapevolmente la sofferenza della classe operaia”. Un servizio giornalistico molto importante, di cui ne pubblichiamo una sintesi, per il quale i Dirigenti del PCIML sono stati contattati da compagni e lavoratori di varie regioni d’Italia e persino dall’estero, che si sono complimentati esprimendo compiacimento per quanto letto.“Mentre sono su un aliscafo diretto a Ischia per scoprire un altro piccolo pianeta della galassia comunista….”. Comincia così il lungo e appassionato servizio – dal significativo titolo: “DOMENICO SAVIO, FEDELE ALLA BANDIERA ROSSA” - dedicato alla storia del Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista e alla vita politica del suo Segretario generale Domenico Savio, a firma di Cristiano De Majo e uscito alcune settimane fa sul prestigioso settimanale “Internazionale”, il giornale che settimanalmente pubblica, tradotti in italiano, gli articoli più importanti usciti sui giornali esteri, quali ad esempio: The Times, Financial Times, Die Zeit, El Mundo, eccetera.
Ben tre pagine, di cui una interamente dedicata a una fotografia di Domenica Savio, scattata nella Sede nazionale del Partito da Alessandro Imbriaco, in cui si sintetizza la storia del PCIML e la vita del suo Segretario generale.
L’INCONTRO CON DOMENICO SAVIO E LA DESCRIZIONE DELLA SEDE DEL P.C.I.M-L.
De Majo, che nel suo scritto definisce Ischia “l’Isola della rivoluzione”, dopo aver narrato il percorso fatto per giungere alla storica Sede nazionale del PCIML afferma: “Arrivo davanti a due cartelli: uno indica la sede del Partito, l'altro il Centro Studi e d'Azione del Marxismo-Leninismo. Indicano la stessa direzione. "E' la strada della rivoluzione", mi dico”. Poi l’incontro col Segretario generale e così continua: “Savio mi viene incontro. E' grosso, imponente, ha le mani grandi e la coppola schiacciata sulla testa tonda. Si vede che è un uomo di un'altra generazione più sana e resistente, ha un sorriso caldo, una stretta micidiale”. A questo punto De Majo descrive la Sede: “In casa il rosso è il colore dominante, i pavimenti sono rossi e le mattonelle al centro della "sala del comunismo" - lo leggo sul cartello sbiadito affisso alla parete - formano una stella con falce e martello. Le pareti sono ricoperte di libri. Le opere di Stalin in russo. I cinque volumi rilegati in rosso della biografia di Kim II-Sung. Gli scritti di Ceausescu. E tutto quello che si può leggere sul comunismo ortodosso italiano. A qualche metro - leggo su un altro cartello - c'è la scala della vittoria del comunismo" che porta nel seminterrato, dove si trova il Centro Studi, una specie di bunker di otto metri quadrati. Qui sono conservati tutti i numeri di L'Uguaglianza, un mensile fondato da Savio nel 1984, che ha dovuto chiudere per mancanza di fondi nel 1998”.
GLI IDEALI TRADITI DAI REVISIONISTI E LA COERENZA DI DOMENICO SAVIO AI PRINCIPI DEL MARXISMO-LENINISMO
“Torniamo al piano di sopra - continua De Majo - e ci sediamo davanti a un tavolo sotto un polittico formato dalle immagini di Marx, Engels, Lenin e Stalin. Vicino a un vaso di rose rosse e gialle ci sono alcuni grandi manifesti pieni di punti esclamativi che saranno attaccati nelle strade di Ischia e alcuni vecchi numeri di Comunismo, un altro periodico fondato e diretto da Domenico Savio. L'articolo di apertura di un numero del settembre 2004 è intitolato “Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista e la futura rivoluzione socialista in Italia”. Futura?
Per spiegarmi quanto la rivoluzione sia vicina, Savio comincia a parlare del 1956, l'anno del ventesimo congresso del Pcus. Fu allora che “lo spirito dello stalinismo fu tradito” e il comunismo cominciò la sua parabola discendente per colpa del trotskismo (un termine che Savio pronuncia quasi con disgusto). Con la morte di Stalin il processo di collettivizzazione del mezzi di produzione si fermò e l'idea di uguaglianza fu sconfessata dai suoi stessi promotori.
A quei tempi nessuno capì che il problema era l'imborghesimento del gruppo dirigente. Anche in Italia il Pci tradì il comunismo con la svolta interclassista degli anni settanta e con l'apertura di Berlinguer agli “intellettualoidi” (un termine che Savio pronuncia con lo stesso disgusto di “trotskismo”). Savio - che aveva capito tutto - uscì dal Pci proprio in quel periodo”.
DE MAJO, PUR NON ESSENDO UN COMUNISTA, E’ AFFASCINATO DALLA ONESTA’ INTELLETTUALE DI DOMENICO SAVIO “CHE GLI ISPIRA FIDUCIA”
“Domenico Savio non fa un passo indietro neanche sull'invasione dell'Ungheria - una "legittima difesa contro l'imperialismo americano" - o sui gulag.
Eppure è impossibile giudicarlo male. Anche se i suoi ragionamenti sembrano paradossali, insensati e superati, è una persona che ispira fiducia. Ti fa pensare che la rivoluzione bolscevica in Italia sia vicina e che porterà cose buone. Savio sembra la personificazione del bene e dell'onestà anche quando nega le repressioni sanguinose dell'epoca stalinista. Sembra uno che ci crede. I suoi occhi acquosi, sempre sul punto di lacrimare, esprimono inconsapevolmente la sofferenza della classe operaia. E non capisco se tutto questo sia frutto della sua lunga esperienza politica, cominciata - come tutti i veri comunisti italiani - alle Frattocchie, vicino a Roma, dove c'era la scuola dei dirigenti del Pci.
Come i compagni di Lotta comunista Savio mi ispira una strana forma di compassione politica. Non so se sia un effetto calcolato, ma sono così dichiaratamente minoritari, fedeli a oltranza a un'idea impossibile, ancorati a una storia contrassegnata da busti di marmo, cappotti consumati e pranzi fugali serviti in piatti scheggiati, che mi viene voglia di seguirli. Con loro il futuro non è uno spazio bianco da riempire, ma un passato riuscito meglio o il presente che avremo potuto vivere se le cose fossero andate per il verso giusto”.
CHAVEZ, BERTINOTTI E L’INCONTRO CON LE NUOVE GENERAZIONI DEL PCIML
De Majo concludendo il suo lungo servizio racconta il fugace e casuale incontro avuto con Gennaro Savio e Domenico junior, che si erano recati in Sede per ritirare dei manifesti da affiggere, e scrive: “Incontro le nuove generazioni della famiglia Savio, il figlio e il nipote. Dopo che il patriarca li ha salutati in modo affettuoso ma misurato - come in una "famiglia italiana sovietica"? - ricominciamo a parlare. Dell'invasione dell'Ungheria. Del maoismo come di un pensiero sbagliato. Del femminismo come di un movimento non comunista. Di Bertinotti come di un nome impronunciabile. Di Chavez come di un feticcio pop. Del processo rivoluzionario come di qualcosa che si è già innescato…”
Quello uscito su “Internazionale” è sicuramente un servizio giornalistico nel quale viene fuori con forza la coerenza politica di Domenico Savio, la sua fedeltà incondizionata alla causa della conquista del comunismo sulla Terra e al pensiero e l’opera dei grandi Maestri del proletariato internazionale Marx, Engels, Lenin e Stalin e la sua lotta spietata ai revisionisti, opportunisti e carrieristi falsi comunisti di ieri e di oggi. Un articolo molto importante per il quale i Dirigenti del PCIML sono stati contatti da compagni e lavoratori di varie regioni d’Italia e persino dall’estero che si sono complimentati esprimendo compiacimento per quanto letto.
L’Ufficio Stampa del PCIML
lunedì 4 agosto 2008
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A ISCHIA, NELLA CENTRALISSIMA VIA ROMA, ESPLODE LA FOGNA. LE IMMAGINI DELLA VERGOGNA IN ANTEPRIMA ED ESCLUSIVA NEL SERVIZIO GIORNALISTICO DI PCIML-TV
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Ischia/ Ambulanza bloccata da fioriere a Ischia, muore una donna
Sabato 19.07.2008 16:10
L'avvertimento c'era stato. E ora c'è il primo morto. Il Direttore di PCIML-TV, Gennaro Savio una settimana fa aveva scritto: a Ischia scelleratamente chiusa via Iasolino con delle fioriere. E questa mattina si è verificato il drammatico epilogo.
Sul porto un passeggero dell'aliscafo si è sentito male ed è stato allertato il 118. Ma l'ambulanza del 118 è rimasta bloccata per alcuni minuti alle transenne: quando è giunta a destinazione il personale non ha potuto far altro che constatare il decesso della donna che si era sentita male. Come spiegava la denuncia, infatti, l'ambulanza compie un percorso che allunga il viaggio verso l'ospedale di oltre dieci minuti, tempo preziosissimo che in questi casi spesso risulta determinante per salvare la vita alle persone. Ed è proprio a seguito di questa constatazione che Vigili Urbani e cittadini trovatisi in quel momento sul posto sono stati costretti a spostare le pesantissime fioriere con le quali l'Amministrazione comunale di Ischia, in nome dei supremi interessi degli albergatori da giorni l'ha chiusa al traffico veicolare. L'ambulanza, infatti, ricevuta la segnalazione dalla centrale di Pozzuoli di intervenire è partita alla volta di Ischia, ed invece di passare per la variante esterna ha deciso di passare per il centro di Ischia, così impiegando da Forio ad Ischia 10 minuti, fino all'altezza del "platano", punto questo interdetto alla circolazione veicolare, con esclusione dei mezzi di soccorso e delle forze dell'ordine, così come stabilito da un'ordinanza comunale. La direzione tutta di PCIML-TV ringrazia i colleghi Redattori di "Affaritaliani.it" per la professionalità con cui hanno curato e pubblicato la notizia circa "il dramma dell'ambulanza bloccata a Ischia dalle fioriere" citando con estrema precisione e correttezza professionale le fonti giornalistiche da cui hanno attinto e divulgato la notizia.
martedì 15 luglio 2008
PER L’IMMEDIATA RIAPERTURA AL TRAFFICO DI VIA IASOLINO A ISCHIA, GIOVEDI’ 17 LUGLIO 2008 GRANDE MANIFESTAZIONE POPOLARE PROMOSSA DAL P.C.I.M-L.
Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, che rivendica il diritto sociale e costituzionale inalienabile di tutti i cittadini alla mobilità, specialmente a quella pubblica, e che chiede l’immediata riapertura di via Iasolino al traffico per mettere fine ai gravi disagi sofferti quotidianamente da anziani, disabili, lavoratori e turisti, ha promosso una nuova grande manifestazione di popolo nel Comune di Ischia per giovedì 17 luglio 2008 con il seguente programma di svolgimento:
- dalle ore 9,30 concentramento in via Michele Mazzella, nel piazzale antistante la scuola media;
- ore 10,00 partenza del corteo che percorrerà le seguenti strade e piazze: via Michele Mazzella, piazza degli Eroi, via Alfredo De Luca, piazza Antica Reggia, dove, nello spiazzo davanti al Municipio del Comune di Ischia, si ..terrà il comizio conclusivo e si attenderà che il Sindaco riceva una delegazione di manifestanti. Infatti per tale manifestazione il P.C.I.M-L. ha chiesto al Signor Sindaco di Ischia, dopo la conclusione del comizio e intorno alle ore 12.00, di ricevere una delegazione di manifestanti, accompagnata da Domenico Savio, Segretario generale del Partito, per portarLo a conoscenza delle ragioni della legittima e giusta protesta popolare.